Innamorarsi con la fibra ottica

Da leggere ascoltando Ásgeir – Going Home

Ci sono poi, giorni in cui la connessione va che è una bomba.
Momenti in cui ti sembra di viaggiare su fibra ottica e di connetterti con tutto, un po’ a casaccio, insomma.
Mi è successo proprio ieri. Tornavo a casa sulla mia biciclettina nuova, mi trovo su Viale Porpora, angolo Via Ampere e bam, mi innamoro.
E si, forse sarà il viale alberato, la foschia delle prime giornate di ottobre quando l’unica cosa che hai voglia di fare è di stare accoccolata ad un uomo che abbia un po’ di pancia e odori di bucato. Fatto sta che rallento in prossimità dell’incrocio, il semaforo è rosso e un ragazzo con la barba folta nera, la camicia di jeans e una sacca di pelle marrone, attraversa la strada proprio davanti a me. E’ un istante. Lo guardo, Lui mi guarda. E la sensazione è quella di quando ti connetti così velocemente da stupirti, hai presente? come quando sei in wi-fi e dopo aver inserito la password il pop-up ti dice “stato di connessione eccellente”. Così, mi sembra quasi che se il semaforo non fosse diventato subito verde e se lui non avesse finito di attraversare le strisce velocemente per evitare di essere stirato, ecco, forse si sarebbe avvicinato e mi avrebbe chiesto di sposarlo, lì in mezzo a Viale Porpora, con l’odore di kebab e di asfalto.

E’ proprio strano, quando sei così abituato a connetterti con gestori così lenti, quando poi viaggi così veloce, quasi ti infastidisci.

Il pensiero viaggia alla velocità del desiderio.
Malcolm de Chazal.

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