L’Aida i tempi dei social network

Da leggere ascoltando Aida – Ritorna Vincitor

L’altra sera sono andata a vedere l’Aida di Zeffirelli, al Teatro La Scala di Milano.
E’ stato un regalo di compleanno meraviglioso da parte della mia amica A. che ringrazio pubblicamente, ufficialmente e tutte le parole che finiscono con mente che ti vengono, appunto, in mente (si lo so non fa ridere, stai calmo).

L’opera è meravigliosa, ti siedi sulla tua poltrona di velluto, senti l’orchestra che si accorda, il sipario chiuso e sei lì tremante e ingorda, non vedi l’ora di buttarti a capofitto nelle 4 ore di magia a cui stai per assistere.

Si apre il sipario.

Questa volta però accade qualcosa di diverso.
Dopo una ventina di minuti di gorgheggi, di pantomime, di sussulti e tragedie, ho iniziato a viaggiare per conto mio e mi sono chiesta se questa Aida fosse vissuta nel 2013 a Milano, come sarebbe stata la sua vita? Vediamola insieme.

Innanzitutto ripetiamo la storia di Aida in modalità bignami per chi non la conosce: C’è una schiava etiope (Aida) che è innamorata di un Condottiero Egiziano (Radames) di cui è innamorata anche il figlia del Faranone (Amneris), Aida è tenuta prigioniera da suo padre, per intenderci. Il condottiero tra l’altro, oltre a dover gestire le due donne innamorate di lui, deve anche affrontare il problemino di partire per la guerra contro il re dell’Etiopia (Amonasro), padre di Aida, il quale dopo aver sgasato l’amore tra i 2, spinge la figlia a farsi rivelare il luogo dell’attacco tra i due eserciti. Come ben puoi immaginare, finisce ammenda, perchè Radames, una volta capito il tranello, viene accusato di tradimento e condannato ad essere sepolto vivo. Aida, volontariamente, dividerà con lui la triste sorte.

Bene. Ragionando in soldoni qui abbiamo il classicissimo problema dell’uomo amato da due donne. Se nell’Aida di Verdi Radames non ha dubbi e ama Aida con tutto se stesso senza mai degnare di uno sguardo Amneris, se fosse vissuto nel 2013 a Milano, come si sarebbe comportato? Probabilmente prima di sceglierne una, se le sarebbe fatte entrambe, poi magari avrebbe scelto Aida ma avrebbe continuato a chettare su whatsapp con Amneris a notte fonda…
E come si sarebbe comportata Amneris con la sua gelosia? Probabilmente avrebbe continuato a tampinare Radames mettendo zizzania tra lui e Aida con dei tweet e dei commenti su facebook imbarazzanti o pungenti e maliziosi, facendo letteralmente sbarellare Aida.
Ma veniamo alla storia del padre di Aida che una volta sgamato che la figlia è innamorata di un condottiero dell’esercito nemico, la minaccia di disconoscerla come figlia, spingendola a farsi rivelare il luogo dell’attacco.

Vediamo la reazione originale di Aida:

AIDA: Padre, a costoro schiava io non sono… Non maledirmi… non imprecarmi… Tua figlia ancora potrai chiamarmi… Della mia patria degna sarò. O patria! o patria… quanto mi costi!

Come sarebbe andata del 2013 a Milano:

Aida: Oh Pà, non mi rompere. Sono maggiorenne sfaccio un po’ il cazzo che voglio. Adesso mi compri l’iphone 5? Grazie.

E poi c’è il momento clou, quando Radames viene accusato di tradimento e costretto a morire sepolto vivo nella tomba. Lui non lo sa ma Aida ha deciso di morire con lui. Per chi sarebbero le ultime parole di Radames?

RADAMES: Ecco la tomba mia. Del dì la luce più non vedrò… Non rivedrò più Aida…

Come sarebbe andata nel 2013, a Milano?

Radames: Minchia (in realtà partirebbero dei bestemmioni da camionista fermo in tangenziale da 3 ore) sto morendo. Non rivedrò mai più il Milan, non vedrò mai più la figa (si, esatto, quella cosa lì).

E poi sta cosa che Aida sceglie di morire con lui. Parliamone.

Ma anche fosse che una decide di seguire il suo amore, anche fosse che decidessero insieme di morire, come sarebbero i loro ultimi istanti?
Probabilmente farebbero un reportage approfondito degli ultimi momenti su Instagram utilizzando i vari hashtag: #primadimorire #moriredamore #amoremorte #tantoamore #tantamorte #zeropentimento e cose così. E poi scriverebbero un ultimo straziante status su facebook taggandosi a vicenda e geolocalizzando la loro posizione.

Aida -con Radames presso Tomba del tempio di Vulcano
Oh raga, è stato bello condividere con voi un sacco di cose figherrime ma nella vita bisogna prendere anche decisioni difficili. L’amore è anche morte, me lo sono tatuato sulla schiena non a caso. E ora voglio essere coerente con me stessa e accettare questo destino. Dai gente, fate un mi piace che tra un’ora chiuso l’account.

Già.
Sarebbe andata più o meno così.
E’ che un po’ mi piacerebbe vivere ai tempi del Verdi, io che sono melodrammatica di natura, sarei stata un’Aida perfetta. La verità è che pagherei per fare uno scambio di ruoli e andare in quell’immaginifico mondo pieno di dramma in cui sentirmi pienamente me stessa.
Rinuncerei volentieri al mio twitter, facebook, instagram. Al blog no però. Non rinuncerei mai.

Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato. (Baltasar Gracián)

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2 thoughts on “L’Aida i tempi dei social network

    • Me lo sono riletto anche io (c’ho la memoria dei criceti…) ed effettivamente vale anche per il 2015… Ps. Adoro il tuo nickname 🙂

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