La morte digitale

Da leggere ascoltando Mozart “Requiem Dies Irae”

E niente, ho deciso di chiudere gran parte dei miei profili social.

Tu ti chiederai: maamechemenefrega?

E avresti anche ragione, ma te lo spiego comunque.

Gran parte dei miei #badconnectionerror sono dovuti ad una mia esagerata connessione, nel senso che sto troppo sul web, passo gran parte della mia giornata, un po’ per lavoro, un po’ per curiosità, un po’ per solitudine, su facebook, twitter, pinterest, spotify, etc…E dopo un po’ mi sono davvero chiesta se fosse così necessario.

Ormai da qualche mese mi sono resa conto che non esistiamo quasi più come individui se non abbiamo un profilo social. Voglio dire, quando incontri qualcuno per la prima volta, ormai invece di chiederti come ti chiami, ti chiedono “come ti trovo su Facebook?”. Dai, non dire che non è vero! Non solo, ormai ci sentiamo in dovere di tweettare ogni azione che compiamo: leggere un libro, cucinare qualcosa, andare dal parrucchiere, vedersi con le amiche, legando ogni pensiero che ci passa per la testa con il suo inutile hashtag #chebello #eraora #sonofelice e cose così. Non voglio scagliare nessuna pietra, l’ho fatto anche io e ad un certo punto mi sono chiesta a chi potesse interessare quello che stavo vedendo in TV o a cosa stavo pensando in quel momento.

Ho come l’impressione che vogliamo a tutti i costi urlare, strillare, spiattellare al mondo intero dove siamo, cosa stiamo facendo e con chi. Voglio dire, sembra quasi che a volte andiamo in un ristorante, a vedere uno spettacolo, in vacanza in un luogo, non tanto per il piacere di farlo ma per poter fare un check-in. Ripeto, è successo anche a me di arrivare in un locale e prima ancora di guardarmi intorno, controllare se era presente su foursquare. C’è una quantità di cose, persone, emozioni, che ci perdiamo ogni secondo perché siamo presi a controllare cosa sta succedendo su Facebook. Non ci accorgiamo della vita reale che ci sta attorno, perché abbiamo gli occhi inchiodati sullo schermo del nostro smartphone.

Parole come autenticità, concretezza, reatà, anche un semplice verità, hanno davvero un’altra accezione oggi. Non credi?

Voglio andare in un posto e non geolocalizzarmi, voglio essere li in quel momento, essere presente a me stesse e basta.

Voglio provare un’emozione e non rinchiuderla in 140 caratteri per condividerla con il mondo digitale.

Voglio ascoltare un brano senza dover spiegare perchè mi piace tanto quel testo li.

Voglio mangiare un gelato, un hamburger, una cotoletta, un biscotto senza doverlo per forza trasformare con un filtro per renderlo qualcosa che non è e spiegare a persone che manco conosco, perchè e dove lo sto mangiando.

Voglio vivere semplicemente una vita normale, reale, in cui le cose che faccio le faccio perchè mi piace farle e non perchè le devo condividere con il web; poi posso ovviamente scegliere di farlo, ma con un pensiero e una modalità meno estemporanea e superficiale.

Tutto qui.

Perciò per chiunque fosse ancora davvero interessato a rimanere in contatto con me, può farlo di persona, al telefono, via email (vp.petrosino@gmail.com) su skype valentina_p001 e ovviamente qui sul blog!

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