Lo psicopompo

Da leggere ascoltando The Naked And Famous – Jilted Lovers

Non mi chiedere perchè e come, ma per lavoro (no, non quel lavoro a cui stai pensando ora) mi sono imbattuta nello psicopompo.
Psicoche?

E già, lo so, abbiamo la stessa reminiscenza scolastica, cioè zero. Sta cosa qui mi sa che si studiava al liceo ma io sinceramente non me la ricordo, però per me non è grave, ti ricordo che è scientificamente provato che sono Diversamente memore.

Ad ogni modo, ti riporto papale papale il significato che dà wikipedia:

“Lo psicopompo è una figura (in genere una divinità) che svolge la funzione di accompagnare le anime dei morti nell’oltretomba. La parola “psicopompo” deriva dal greco ψυχοπομπóς, da psyche (anima) e pompós (colui che manda).”

Caronte, in poche parole.

Allora la storia è questa: incappo in questa parola e subito scoppio a ridere come quando i bambini sentono la parola sedere o cacca o caccola e scoppiano in una risata contagiosa. Allora mi alzo dalla sedia e vado subito dal mio collega M. (si, quello di Vita da ufficio con M.) che so già apprezzerà un sacco e infatti mi dà un sacco di soddisfazione: ma davvero esiste lo psicopompo uahhhhhh. Che bello, siamo ignoranti tutti e due. A noi si unisce anche il mio collega L. Che bello, ora siamo in 3 ad essere ignoranti.

E inizio a pensare alle contaminazioni della nostra cultura. Tutti quelli che conosco della mia generazione, se nomino la parola Psicopompo, iniziano a fantasticare sul mondo del porno.

Sarà il nickname di una pornodiva che ti analizza la mente mentre, beh insomma, fa quella cosa li? Già quella cosa li. Non si può dire. Non si può neanche scrivere, perchè se io ora scrivessi la parola pompino (scusa mamma, scusa papà, scusa Dio, cit.) il maligno diavolo della censura catto-democristiana interverrebbe mandando delle onde sonore e schermo a strisce nella tua testa e ciao. E a me questo fa incazzare che la nostra mente possa fantasticare sui mille e zozzi significati (tutti peraltro frutto di una grande ignoranza) della parola Psicopompo, ma di fatto poi non possa esprimere verbalmente gli stessi pensieri zozzi.

In ufficio ieri ci siamo fermati poi a parlare proprio di questo tema, no, non del flusso interrotto mente-verbo, ci siamo proprio fermati a parlare di pompini (no, ancora una volta, non faccio quel mestiere li, tranquillo) ed è venuto fuori che ognuno usa termini diversi: dal pudico “lavoretto” al finto-sguaiato “lavoraccio” per finire con un tristissimo bambinesco “ciuccione” che farebbe inorridire una gang bang intera di professionisti del sadomaso.

E io mi chiedo perché la nostra cultura ci impone di trovare sinonimi così degradanti e non acceti di chiamare ogni cosa con il suo nome: forchetta, tostapane, lente, finestra, acqua e pompino.

È un dono di Dio, la sessualità. (Andrea Gallo)

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