Domani saremo tutti Kids Manager.

Da leggere ascoltando Karate – Fatal Strategies

Tutto inizia mentre sto passeggiando e riflettendo sul fatto che faccio un lavoro che non ha un nome preciso. Voglio dire, quando qualcuno chiede ai miei genitori che lavoro faccio, loro semplificano e dicono “scrive”, forse il mio papà ha l’ardire di aggiungere “per il web”. Non è colpa loro, è che se qualcuno mi chiede quale sia il mio mestiere, io inizio una lunghissima spiegazione sul fatto che nasco come autrice sceneggiatrice, convertita poi al mondo del digitale dove mi occupo di video ma anche di social e di…vedi, che ti sei già addormentato? Da qui l’urgenza di riassumere i miei 6 anni di formazione universitaria e 6 di professione sul campo, in un’unica parola. E allora ecco che nasce il problema di cui voglio parlarti oggi: l’assoluta inconsistenza di quello che facciamo. Dunque io mi sono etichettata come Digital Strategist& Web Editor. #chevordì? Boh, non lo so di preciso… perchè su linkedin, sul CV e alle persone che me lo chiedono, io non poso semplicemente dire “io di professione scrivo”? Te lo dico io perchè: perchè noi amiamo complicare, perchè complicare rende le cose superficialmente più fiche e noi amiamo tutto quello che è fico, anche e soprattutto quando queste cose sono assolutamente prive di spessore e senso.
E così, con questa logica, oggi non esiste più il capotreno, che nel frattempo è diventato “Train Manager”, la commessa si è trasformata in “Store Manager” e un arredatore si fa chiamare “Interior Designer”. Che paura. Paura vera. Perché vedi, se mia nonna dice “devo andare dal pasticcere a ritirare una torta” tutti, ma proprio tutti la capiscono, mentre se io dico “devo andare dal Cake Designer a prendere 1 kg di paste” pochi capirebbero cosa intendo e tutti gli altri mi guarderebbero come un’aliena.
Io c’ho paura. Perché vedi, più complichiamo le parole, più rendiamo superficiale il significato che racchiudono e lo allontaniamo dal senso comune, dalle persone. E di questo passo, mi viene da pensare, che anche parole e soprattutto concetti come “mamma e papà” possano essere irrimediabilmente trasformati in Kids Manager.

Io voglio un ritorno all’autenticità.
Vorrei poter spiegare con una sola parola, che mestiere faccio e quella parola vorrei fosse di senso comune, comprensibile anche da mia nonna.
Vorrei dire telefonata invece di “call”, autoscatto invece di “selfie” e scemo invece di “hipster”.

E vorrei soprattutto avere la certezza domani, che i miei figli possano chiamarmi mamma e non Kids Manager.

Tra due spiegazioni, scegli la più chiara. Tra due forme, la più elementare. Tra due parole, la più breve. Eugenio d’Ors.

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2 thoughts on “Domani saremo tutti Kids Manager.

  1. hai ragione. Quindi aiutami. Traducimi webmail project manager. Perchè alla mia settenne ho detto “faccio l’informatica” e la dilei maestra ha tradotto “è una segretaria”. Niente contro le segretarie ma ecco, è un po’ diverso. Non avrò mai la pazienza che serve per fare la segretaria.
    😛

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