Il concerto degli Stars è una prova d’amore

Da leggere ascoltando Cold Specks – The Mark

La serata inizia con G. che mi dice – io già lo so che il concerto sarà pieno di hipsterini con le camicie a pois – ed io che lo assicuro – mavalà, va che gli Stars sono un gruppone indie vero, mica quelle robe li alla Fanfarlo – perciò quando arriviamo al Covo (il locale di Bologna) e vediamo la fauna, G. insiste – oh speriamo che stasera suonino I like Bretella e I am homosexual (Ps. notare che si fa ironia e non omofobia, quindi non rompete le palle, è come quando a me fanno battute sui nani per la mia altezza poco slanciata).

“Malissimo”, penso, quando il concerto non è ancora iniziato e G. è già al secondo giro di cocktail.
Il concerto inizia ed io sono tutta un yeah, fighissimo e canto le canzoni a memoria come gli adolescenti con i Backstreet Boys. Davanti a noi c’è un gruppo di giovani canadesi, io ironizzo – c’hanno pure i fanz che li seguono in tutto il tour – e G. che ribatte – si vabbè, pure la Pausini c’aveva uno stordito che l’ha seguita in ogni tappa del suo tour mondiale – ed io penso che non fa ‘na piega. Il gruppo di canadesi sono di fatto 3 coppie (uomo-donna) ma i più presi mejo sono effettivamente gli uomini così mi giro verso G. e lui, già al terzo cocktail chiaramente, mi dice che sicuramente i 3 baldi giovani avranno lasciato sicuramente i testicoli a casa. Io penso che tanto non capisce, lui suona stoner, dai.
Il concerto procede, frizzantissimo, con sonorità sempre più elettroniche che indie ed io ballo tantissimo, G. dietro di me fissa il batterista, vestito unicamente con una salopette di jeans (a dorso nudo) e degli occhiali da sole e sento che G. gli urla di pestare-un po’-minchia. Gli lancio un’occhiata e scatta il quarto cocktail. Siamo alla fine del concerto e dopo aver fatto un paio di pezzi meravigliosi come Ageless Beauty e Dead Hearts, parte il finale con No one is lost e tutti che iniziano a ballare come se non ci fosse un domani ed io mi giro perché mi aspetto una battutaccia da G e invece eccolo lì, il mio fidanzato rocker maledetto che salta, balla, fa le faccette e al suon di “facciamoci un selfie” con il cellulare in mano, dà una svolta inaspettata alla serata.
La serata ovviamente finisce con noi che perdiamo l’ultimo bus e che ci facciamo 2,5 km a piedi all’1 di notte con G. che mi dice che si sente un po’ sbronzo e con me che rido tantissimo.
Stasera si invertono i ruoli. G. trascina me a vedere gli Earth. E anche questo è amore, no?
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s