L’alzata dei bigotti

Da leggere ascoltando St. Vincent – Digital Witness

Oggi sono davvero arrabbiata.

Ti spiego perché, ma ti avviso già che sto per toccare un tema super delicato perché fa riferimento alla libertà di espressione sui social network.
Dunque: sabato posto sul profilo personale un’immagine del mare, eccola qui.
Screen Shot 2015-03-09 at 12.40.40
Il mio amico M., il più ironico, spiritoso e geniale tra le persone che conosco (tranquilli, c’ha pure una valanga di difetti…) risponde postando quest’immagine
IMG-20150309-WA0000
Inutile dire che si fa della sana ironia, è un’immagine divertente che per altro fa il verso ad un film piuttosto famoso, Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan. Non passano neanche 24 ore e il mio amico M. riceve una motiva da Facebook che lo avvisa che qualcuno ha poco gradito l’immagine, segnalandola come non adeguata e dandogli la possibilità di cancellarla. Ovviamente l’identità della persona che ha segnalato la foto, non è rintracciabile ma la cosa triste è che si tratta di qualcuno tra i miei 598 amici.
Ora, sul mio profilo personale, dove per altro ho impostato una privacy ristretta, non tollero che qualcun altro si arroghi il diritto di decidere cosa pubblicare e cosa cancellare. Non lo tollero soprattutto perché ogni giorno io sono costretta a leggere post e vedere immagini di cui non solo non mi interessa nulla, ma di cui spesso provo fastidio perché ritengo il contenuto non idoneo ai miei interessi, alla mia etica e ai miei valori personali.
Faccio degli esempi, iniziando dai più futili:
Non mi piacciono le immagini di cibo perché sono a dieta e vedere decine di immagini di cibo succulento, mi infastidisce ma me ne faccio una ragione e scrollo velocemente.
Non mi piacciono i selfie, o meglio, non mi piacciono le persone che non fanno altro che farsi selfie perché secondo me c’hanno un problema gigantesco di auto-stima sono potenziali killer.
Disapprovo chi posta ossessivamente le immagini dei propri figli. Sia chiaro, il 70% dei miei amici ha figli e posta quotidianamente con orgoglio immagini he li ritraggono mentre giocano, mangiano, ridono, colorano, danzano etc… spesso faccio anche like perché è un modo per vedere questi bimbi crescere, visto che fisicamente non li vedo spesso ma sono anche convinta che esporre i propri figli in questo modo non sia sano (qui un buon articolo di approfondimento su questo tema).
Non amo neanche chi sbatte in faccia a tutti il proprio stato sociale-economico, postando gli ultimi acquisti come iphone, auto, vestiti griffati etc.. perché ci sono persone che tirano la cinghia e non arrivano a fine mese o che vanno nei discount alimentari o semplicemente se viaggiano lo fanno andando in ostello e prendendo il treno e quindi di vedere alberghi di lusso e viaggi in aereo in prima classe non me ne può fregare di meno.
Ma veniamo alla tanto discriminata foto del mio amico M.
Stamattina scrollo un po’ la mia bacheca e trovo questa:
Screen Shot 2015-03-09 at 10.52.12
Se dovessi comportarmi come “il segnalatore”, Buzzfeed sarebbe costretto ad eliminare l’articolo che di per sé non rappresenta un dramma, se non per un piccolo dettaglio: se ogni utente si eleggesse censore universale, il 90% dei contenuti pubblicati sui social scomparirebbe, il che è quasi auspicabile ma non in questo modo. Non secondo la mera soggettività di ognuno di noi.
Quindi, cerchiamo di farci un bell’esame di coscienza e lasciamo a casa la nostra personale etica o smettiamo di usare i social come riflesso valoriale della nostra vita.
“Non si mettono le mutande alle parole” Aldo Busi.
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6 thoughts on “L’alzata dei bigotti

  1. Hai perfettamente ragione nella tua analisi. Ma ci sono contenuti che secondo me andrebbero veramente segnalati. Certo la d foto del tuo amico non ha niente di offensivo, ma ti assicuro che ci sono tanti contenuti razzisti e che istiga no all’odio e alla violenza che non dovrebbero neanche permettere di pubblicare! Certo che se poi uno si attacca ad una foto così ironica e divertente è perché proprio non ha un bip da fare! 😉

    • Ha i perfettamente capito cosa volevo dire! Io ho dovuto bloccare delle persone su Facebook proprio per la questione di “diversi punti di vista” sulla politica, diciamo. Ma non mi sono mai permessa di segnalarle come persone offensive, anche se avrei dovuto, proprio perché credo nella libertà di opinione…

  2. la parte sulle foto dei figli mi interessa molto, l’articolo che hai messo è molto interessante e anche se per certi aspetti l’ho trovato esagerato, lo condivido abbastanza. Anche noi abbiamo deciso di non mettere foto di nostra figlia su facebook, finchè non è stata lei a chiedercelo (rare volte in verità) fatta eccezione per un paio dove è di spalle, o lontanissima.
    E soprattutto alla materna ho chiesto alle maestre e alle altre mamme che fotografavano i bambini di non pubblicare le foto su facebook, twitter o altri social.
    io sono un po’ dell’idea che ognuno pubblica quello che vuole, però non mia figlia. E io sto molto attenta a non pubblicare foto di figli di altri (in verità chiedo anche prima di fotografare, e mi faccio dare la mail per mandare le foto che faccio).

  3. Ma infatti un paio di foto dei propri figli sono anche piacevoli, ripeto, io per esempio vedo la mia nipotina che cresce così, fisicamente la vedo solo 2 volte all’anno, perché vive a 900 KM da me. Trovo esagerato chi posta ogni giorno ossessivamente le foto dei propri figli manco fossero modelli delle pubblicità. Detto questo, non ho mai segnalato nessuno, anche se trovavo fastidiosi i contenuti pubblicati e proprio per questo mi ha parecchio infastidito la storia della foto del mio amico M. bannata 🙂

  4. io ho solo bloccato e segnalato un tipo che si è taggato in tutte le mie foto per averle nel suo profilo! Per il resto vedo più offensivo foto di gente che utilizza violenze contro donne bambini o animali che foto scherzose o a sfondo leggermente sessuale! ma per favore! non facciamo i bigotti! smettiamola di fare i santarellini di turno per cose inutili…ed esponiamoci invece per motivi veramente di riguardo!

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